giovedì 27 novembre 2008

UNA LUNGA SCIA DI SANGUE

Questo sembra la pista ciclabile, che nessuno "cicla", in piazza Europa dopo l'opera di tinteggiatura eseguita ieri 26 novembre ad opera di imprese pagate con i nostri soldini.
Magari era necessario. Magari lo richiede il codice della strada. O magari si poteva comunque evitare.
Al di la delle strade devastate per il teleriscaldamento che saranno -speriamo- rimesse a nuovo dalla High Power, ve ne sono molte altre che avrebbero bisogno di una sistematina.
Vero è che abbiamo appreso dal Corriere di martedì 25 che in primavera ci sarà una nuova e generale asfaltatura elettorale, ma nel frattempo continueremo con la tribolazione.
La priorità era dunque avere un pista ciclabile deserta e rossissima?



Roberto Castella

COLLETTA ALIMENTARE

Sabato 29 novembre in tutti i supermercati che lo consentiranno e per tutto l'orario di apertura si potrà fare un po' di spesa anche per chi difficilmente riesce a fare due pasti caldi tutti i giorni.
All' ingresso verranno consegnati dei sacchetti ed un elenco di prodotti da preferire.
Partecipiamo. Domani potremmo essere noi ad avere bisogno.

mercoledì 26 novembre 2008

LA PAURA DELLE IDEE

Lunedì 24 sono andato a sentire una conferenza presso la sala della Conceria sul tema della riforma Gelmini tenuta dagli alleati della Lega. Il profilo dei relatori era elevato ( una deputata facente parte della commissione istruzione della Camera) e questa serata, secondo me, costituiva l'occasione per un valido dibattito e un costruttivo scambio di opinioni, pur, eventualmente, nella diversità delle stesse. Ovviamente, non era presente nessuno dei contestatori della riforma.
Verso le 22, si è presentato, all'esterno della sala, uno sparuto gruppetto di ragazzini che ha cominciato ad urlare ed inveire contro i conferenzieri. Questa contestazione esterna è durata una decina di minuti, dopo di che, alla prima avvisaglia di arrivo dei Carabinieri, i dimostranti sono coraggiosamente scappati in maniera precipitosa.
Al di là dell'episodio in sè, che basta già da solo a qualificare i contestatori, viene da fare una riflessione: perchè gli antiGelmini non hanno partecipato alla conferenza, che tra l'altro prevedeva un dibattito? Sarebbe stata una buona opportunità per esprimere le proprie idee e confrontarsi con chi ha partecipato alla stesura della riforma.
Il comportamento tenuto da questi ragazzotti ha fatto pensare, al pubblico presente, una sola cosa: non hanno nè idee nè opinioni da esprimere, contestano solo per principio senza neanche sapere a cosa sono contrari.
A me l'atteggiamento di questi ragazzi e soprattutto la loro fuga precipitosa ha fatto tornare alla mente una famosa frase del grande Ezra Pound: " Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui".
Pier Capponi

lunedì 24 novembre 2008

LA CITTA' OSCURA

Piazza Silvio Pellico, piazza Cavour, via Principe Amedeo, viale Fasano, viale Diaz, via Tetti Fasano, corso Matteotti, ecc. ecc.
Sono solo alcuni esempi di strade, vie e piazze di Chieri dove è praticamente impossibile vederci qualcosa nelle ore notturne. Alcune in parte ed altre nella loro interezza non sono adeguatamente illuminate. Se a questo si aggiungono marciapiedi fatiscenti ecco che l'infortunio è in agguato.
Il fatto che rende tutto ancor più frustrante è che negli ultimi anni in molti di questi luoghi l'illuminazione è stata rifatta totalmente con spese rilevanti e risultati, appunto, ridicoli.
Ci sono, soprattutto nei viali, lampioni talmente alti che vanno ad illuminare a giorno i nidi degli uccelli sugli alberi e lasciano nell'oscurità chi guida o passeggia al di sotto.
Vanno di gran moda i fari piantati nei marciapiedi che illuminano le pareti dei monumenti e delle chiese nei loro pressi. Grande effetto scenografico, ma zero efficacia per i passanti, anzi. In piazza Cavour in alcuni punti non si riesce nemmeno a vedere sul proprio orologio che ore sono.
A fronte di questo vi sono luoghi dove non passeggia assolutamente mai nessuno specialmente di notte, come le zone industriali, che sono aree abbronzanti tanta è l'illuminazione.
Per non parlare di alcune zone come la piazza Taurinense che spessissimo sono illuminate dai lampioni anche a mezzogiorno.
Il denaro per queste opere e questi sprechi è totalmente pubblico, dunque nostro, ed è davvero un peccato che l'amministrazione cittadina in questi anni ne abbia avuto così poco rispetto.

Roberto Castella

GHIGO: La strumentalizzazione della sinistra non si ferma neppure di fronte alla tragedia di Rivoli

24 novembre 2008 ore 12:25

“La strumentalizzazione della sinistra non si ferma neppure di fronte a una tragedia come quella del liceo di Rivoli”. Così si è espresso Enzo Ghigo, coordinatore regionale di Forza Italia-Pdl, commentando le polemiche suscitate da esponenti del Pd e della sinistra massimalista, dopo le parole del presidente Berlusconi di ieri. “Il presidente del Consiglio ha parlato di tragica fatalità, usando le stesse identiche espressioni della presidente della Regione Mercedes Bresso per commentare il cedimento strutturale del soffitto del liceo Darwin. Ma contro Bresso, nessuno ha detto nulla, contro Berlusconi si è scatenata la solita polemica strumentale, di chi è abituato ad applicare due pesi e due misure a tutte le vicende.Del resto se non si è trattato di una fatalità, e vi sono dunque delle responsabilità identificabili, queste non possono che essere della Provincia, che ha in carico gli edifici delle scuole superiori, Provincia di cui fino al 2004 è stata presidente proprio Mercedes Bresso”.

mercoledì 19 novembre 2008

ELUANA: NAPOLI (PDL), DICO NO A FEDERALISMO FUNEBRE DI BRESSO

Dichiarazione del vicepresidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli.

La presidente del Piemonte Mercedes Bresso, come talvolta le capita, ha parlato molto a sproposito della vicenda di Eluana Englaro. Dare la disponibilità della Regione Piemonte ad ospitare Eluana per applicare la sentenza della Corte d'Appello di Milano è un'oggettiva forzatura sul piano giuridico e sul piano politico. E' evidente che il sistema regionale non può dividersi fra Regioni che applicano le sentenze e altre che le ignorano: e già questa circostanza illustra bene l'abnormità della sentenza della Corte d'Appello ambrosiana. Sul piano politico, mi chiedo poi se Bresso abbia parlato avendo già acquisito il consenso della sua maggioranza oppure si sia espressa "motu proprio". Sarà bene che la giunta regionale del Piemonte faccia chiarezza al suo interno perché, sentenza a parte, la vicenda Eluana mette drammaticamente in gioco la materia ultima, cioè la vita e la morte, viste miseramente sotto l'aspetto di un "diritto" soggettivo a vivere o a morire.

L'On. Osvaldo Napoli è anche una delle figure di vertice di FI verso il PDL del Piemonte.

SERPI IN SENO

Il Sen. Villari eletto alla presidenza della commissione di vigilanza Rai, questo deve essere.
Una serpe in seno al PD, visto il trattamento riservatogli dai vertici del suo partito.
Venduto, corrotto, Giuda sono solo alcuni degli epiteti utilizzati da personaggi del calibro del vice segretario del PD Franceschini o del solito alleato Di Pietro.
Curiosa la concezione di democrazia di un partito che si definisce come tale.
Quando il Senatore Villari darà le dimissioni da presidente della commissione, in quanto pare che Zavoli sia più "condiviso", mi domando come i suoi compagni detrattori lo potranno ancora guardare in faccia.

Roberto Castella

lunedì 17 novembre 2008

LA DOLCE MORTE ?

Che l’eutanasia sia un omicidio bello e buono, mascherato da “pietoso estremo rimedio”, è cosa evidente a qualunque osservatore onesto e ragionevole.

Anche se, fraudolentemente, si usano termini accattivanti per indicarla - secondo una ben nota e collaudata tecnica atta ad abbassare il livello di repulsione contro idee aberranti che scatta spontaneamente in ogni uomo, provocandone la naturale reazione – l’eutanasia non ha nulla a che vedere con la “dolce morte” o l’ “uscita dignitosa” che ci vanno propagandando.

Per coloro che possano avere dei dubbi in proposito, in perfetta buona fede e mossi da sincera compassione per chi soffre, riportiamo gli eventi che si sono succeduti negli ultimi giorni di vita di Terri Schiavo, la quarantunenne statunitense “in coma vigile” o “stato vegetativo permanente” che dir si voglia dal 1990, che, per ordine del Tribunale della Florida, su richiesta del marito, suo tutore legale, è stata uccisa mediante sospensione dell’alimentazione e idratazione artificiale.
E' la stessa morte che aspetta la povera Eluana Englaro. Per bocca di suo padre si tratta di due casi perfettamente sovrapponibili anche per la patologia.

La documentazione clinica è stata pubblicata su Internet dal blog thrownback.blogspot.com, sito animato da don Rob Johansen, che ha riportato il protocollo di «revisione medica e gestio­ne dei sintomi» stabilito nei minimi dettagli dall'ospeda­le Florida Suncoast di Tam­pa, dove Terri era ricoverata e dove è stata praticata l’eutanasia.

Dalla cartella clinica si viene a sapere che, dopo la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, a Terri sono state sommini­strate dosi di farmaci sem­pre maggiori.

Al com­parire dei primi dolo­ri, il Naproxen, un antin­fiammatorio, è stato somministrato per via retta­le ogni otto ore.
Poi, la pelle, disidratata, ha ini­ziato ad ulcerarsi, cominciando dal­le labbra. È stato consultato anche uno specialista nel campo della rimargi­nazione delle ferite.

Lo stato si aggrava: la pro­duzione della saliva si blocca, e viene so­stituita con un preparato che evita il peggioramento delle lacerazioni e l’emissione di fiato acido;
i polmoni, che necessitano della saliva per mantenere umidificate le secrezioni interne, cominciano ad emettere un rantolo continuo, che si cerca di smorzare prima con la scopolamina, somministrata nelle orecchie ogni tre gior­ni, poi con un aerosol alla morfina;
si ferma anche la produzione di urina;
lo scompenso elettrolitico, dovuto alla disidratazione, provoca spasmi muscola­ri incontrollabili, che si cerca di sedare con 5-10 mg di Diaze­pam ogni quattro ore; alla fine, la dose di sedativo arriva a 15 mg.

Nella mattina del 31 marzo 2005, dopo 13 giorni di terribile agonia, un ictus ha posto termine alle sofferenze di Terri.

Vi augurereste una morte altrettanto “dolce” e “dignitosa”?

Tratto da Editoriale il Giglio.

IL VENTO CHE CAMBIA

Anche chi è parte attiva del centro-destra chierese da 15 anni non può negare che l'aria che tira da questa parte è assai diversa da quella delle ultime tornate elettorali.
I "vecchi" che magari non vedevano di buon occhio novità come le commissioni del PDL per il programma, ora si sono dovuti ravvedere ed adeguare.
Persone nuove ed idee nuove stanno avendo il sopravvento e stanno contribuendo in maniera decisiva sull'evolversi del PDL e dunque del centro-destra a Chieri.
C'è un avvicinamento alla gente, ed alle associazioni che prima purtroppo erano un'esclusiva della parte a noi avversa.
L'elettorato deve avere la consapevolezza di poter dare la propria fiducia ad una parte politica che avrà un'autorevolissimo candidato alla carica di Sindaco, e che questo sarà spalleggiato da una squadra di collaboratori che proverranno da settori quali l'insegnamento universitario, l'alta imprenditoria, gli ambienti intellettuali, il mondo del volontariato e via discorrendo.
Un sano mix di capacità politica e di professionalità.
Anche i nostalgici di un modo di fare politica locale che si è comunque dimostrato perdente, si stanno adeguando al vento di cambiamento. Merito certo dei due leader Roberto Foglio e Luigi Sodano e di tutti quelli che con loro hanno capito che il voto dei chieresi ha un prezzo. Il prezzo della fatica, del lavoro, dell'impegno costante, della passione che attirano nella politica anche quelle persone che senza questo cambiamento non si sarebbero mai esposte.

Roberto Castella

giovedì 13 novembre 2008

TORNA LA PENA CAPITALE

Con la sentenza di oggi della corte di cassazione che conferma la sentenza della corte d'appello di Milano, di fatto si è condannata Eluana Englaro a morire di fame e di sete.
Si tratta della prima sentenza di condanna a morte della storia della Repubblica Italiana.

Roberto Castella

SEGNALAZIONE

Appuntamento importantissimo per venerdì 28 novembre

ABORTO
e diritti dell'uomo
a 30 anni dalla legalizzazione dell'aborto e a 60 dalla dichiarazione dei diritti dell'uomo

Saluto del Sindaco BENEDETTO NICOTRA

Intervengono:

GIUSEPPE GARRONE
Presidente della Federazione Regionale dei Centri di Aiuto alla Vita
del Piemonte e Valle d'Aosta

MARIO PALMARO
Docente di Filosofia del Diritto Università Europea di Roma
Presidente Nazionale Comitato Verità e Vita

MAURO GROSSO
Viceparroco di Santena e Giornalista

coordina:
MARIA PAOLA TRIPOLI
Ispettrice Didattica del Ministero della Pubblica Istruzione

SANTENA ore 20,45
28novembre2008
Sala Visconti Venosta,
P.zza Visconti Venosta

Roberto Castella

lunedì 10 novembre 2008

PER I REDATTORI DE "L' Unità". E PER I SUOI LETTORI

BENEDETTO XVI SUI TRAPIANTI PAROLE LIMPIDE PER UN DONO STRAORDINARIO

Di Francesco D'Agostino

Rivolgendosi ai partecipanti a un con­vegno internazionale sulla donazio­ne di organi, Benedetto XVI ha riassunto con fermezza la dottrina della Chiesa in materia, ormai da tempo consolidata. La donazione di organi non solo è moral­mente lecita, ma ammirevole, perché in essa si esprime una genuina testimo­nianza di carità, capace di incrementare la cultura del dono e della gratuità. Un do­no, quello che si esprime attraverso il tra­pianto di organo, straordinario e singola­rissimo, perché va ben oltre il beneficio te­rapeutico che ne ricava il ricevente. Se in­fatti in una prospettiva strettamente chi­rurgica ciò che viene trapiantato è un or­gano, in una prospettiva antropologica più ampia, in specie nelle donazioni da cadavere, l’organo non è riducibile a me­ro oggetto, né può essere assimilato a semplice materiale terapeutico, perché è l’intera persona del donante, sintesi in­scindibile di corpo e di spirito, che entra in questione. Donare un organo, così co­me riceverlo in dono, testimonia come l’universale fraternità tra gli esseri uma­ni non sia solo un nobilissimo postulato teorico, ma una vera e propria esperien­za umana, assolutamente estrema e nel­lo stesso tempo concretamente reale. Con molta delicatezza il Papa insiste sul­la necessità di rispettare le numerose con­dizioni che legittimano la donazione di organi: condizioni sulle quali la bioetica ha ragionato a lungo e sulle quali si sono ormai raggiunte posizioni generalmente condivise. Poiché la donazione deve es­sere assolutamente gratuita, ciò compor­ta l’illiceità di qualsiasi coercizione nel prelievo, di ogni forma di commercializ­zazione e soprattutto di criminale traffi­co di organi: ipotesi, queste, che il Papa non esita a definire abominevoli e alle quali egli associa la commercializzazio­ne e il traffico di embrioni (anche se com­piuti a scopo terapeutico), con la loro con­seguente inevitabile distruzione. Nel caso della donazione da cadavere è indispensabile, insiste il Papa, che la mor­te del donante sia accertata scientifica­mente in modo assolutamente rigoroso, per eliminare 'il minimo sospetto di ar­bitrio'; di fronte ad ogni, sia pur minimo, dubbio sull’effettivo decesso del donato­re bisogna ricorrere nel modo più drasti­co al principio di precauzione, che esclu­de ovviamente che si possa procedere in tali casi a qualsiasi espianto di organi. Il Papa non fa alcun cenno a quali criteri di accertamento della morte del donan­te vadano ritenuti legittimi, né mostra quindi alcuna perplessità sulla possibi­lità di ricorrere alle metodiche di accer­tamento della morte cerebrale: è que­stione, questa, di evidente ed esclusivo carattere scientifico. Consapevole però di come la tematica dei trapianti attivi com­plesse questioni antropologiche, sociali, etiche, giuridiche, egli esorta scienziati e ricercatori a incrementare la loro ricerca, per fugare nell’opinione pubblica 'pre­giudizi e malintesi', per dissipare 'diffi­denze e paure' e per sostituirle con 'cer­tezze e garanzie'. Sono parole estremamente soppesate, quelle del Papa, che inducono ad una du­plice riflessione. Da una parte è evidente che con questo discorso il Papa ha voluto ribadire come le tecniche di trapianto di organi vadano ritenute un’autentica con­quista della scienza, capace di aprire oriz­zonti di speranza per tanti malati, una con­quista che non può essere messa in ombra dai rischi morali, pur non trascurabili, che ad essa si riconnettono e che vanno fer­mamente controllati e denunciati. Dal­­l’altra va rilevato in questo discorso il con­sueto, chiarissimo, garbato (e spesso in­tenzionalmente sottovalutato) omaggio del Papa alla scienza e agli scienziati che operano per il bene umano: nei limiti in cui la morte è un processo biologico di cui bi­sogna accertare il definitivo compimento ( e questo è l’ovvio presupposto dell’e­spianto di organi) è esclusivamente alla specifica competenza degli uomini di scienza, dei ricercatori, dei medici che ci si deve rivolgere. Parole limpide, che non legittimano alcuna interpretazione in un senso indebitamente restrittivo.

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giovedì 6 novembre 2008

AUTOSUGGESTIONE

Può succedere talvolta a taluni soggetti di convincersi a tal punto di essere malati, che pur non essendolo, accusano comunque dei sintomi.
Altresì accade che, sempre in taluni soggetti, ripetendo una bugia sempre nella stessa forma per un numero consistente di volte possa irrompere l'autoconvincimento che quella bugia in realtà sia la verità.
Qualcosa di simile potrebbe essere accaduto al nostro Sindaco Agostino Gay.
Nel suo blog infatti, sul sito del Corriere di Chieri http://www.corrierechieri.it/, scrive di tagli indiscriminati a scuola e ricerca, di riforma scolastica che porterà a classi da 33 alunni e tutta la solita tiritera che ormai conosciamo a memoria. E ne scrive con convincimento.
Insomma, anche lui ne sa più del governo visto che scrive di riforme e tagli che nessuno ha mai fatto.
La riforma della scuola e dell'università sono allo studio. In particolare quella dell'università sarà radicale ed efficace. Tanto da rendere, fra quattro anni, superfluo finalmente quel 1.400.000.000 euro di cui parla chiaramente la legge 133. Questi soldi infatti saranno sì tagliati, ma gradatamente, in quattro anni, al termine dei quali di fatto non serviranno più.
Posta la cifra dal ministero dell'economia, sarà dunque il ministero della pubblica istruzione a decidere dove intervenire con il bisturi.
Tutto è dunque da decidere.
Il nostro Sindaco invece pare si sia autoconvinto di quello che scrive e dice.
Anche a lui sarà dato comunque di ricredersi non appena saranno concluse le iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010.

mercoledì 5 novembre 2008

BARACK HUSSEIN WALTER OBAMA

E' il minimo, dato il suo entusiasmo legato alla vittoria elettorale di Obama negli USA.
Qualcuno però dica a Veltroni che il PD d'oltre oceano è ben altra cosa rispetto a quello che è toccato a noi italiani.
Comunque la speranza è quella che il nuovo presidente degli Stati Uniti sappia farsi carico dell'incredibile responsabilità di cui è stato investito.
A fronte di questa speranza c'è però il timore che la potenza economico-militare americana esca indebolita dai prossimi 4 anni, e questo creerebbe, in concorrenza con la già ridicola ed impalpabile efficacia dell'Unione Europea, uno sbilanciamento a noi sfavorevole difficilmente recuperabile nei confronti delle nuove potenze emergenti Cina ed India su tutte.
Quando Obama dice di voler dialogare maggiormente con il governo cinese in quanto la Cina non è una minaccia ma un'opportunità, ecco che la Cina ha vinto.
Un governo che nega l'assenza di diritti fondamentali dicendo per bocca del suo leader che il problema della violazione dei diritti umani non riguarda la Cina, quando quotidianamente avvengono fucilazioni (non contemplate nell'elenco ufficiale delle condanne a morte), torture, selezione della specie oltre che la negazione della libertà di culto, di opinione, di stampa e via di seguito, non può essere un governo di cui fidarsi.
Non può, oggi, la Cina essere un'opportunità. La Cina è ancora un pericolo.
L'Unione Europea così come è oggi, purtroppo è una bufala. L'equilibrio mondiale ha assoluto bisogno di un'America forte ed autorevole. Non autoritaria come era quella di Bush, ma autorevole come forse poteva essere quella di McCain.

Roberto Castella

lunedì 3 novembre 2008

LA SCUOLA ? AL SERVIZIO NON DELLA CULTURA, MA DELL' IDEOLOGIA DOMINANTE

Intervista a Monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino
(C) " il Resto del Carlino", 28/10/2008

Ho vissuto per quarant’anni nell’ambito dell’educazione e della scuola e mi sono occupato a fondo della libertà dell’educazione in Italia.
Intervengo per dire qualcosa di serio e di costruttivo che dia un po’ di dignità e ragionevolezza, cioè andando oltre quello che vediamo e sentiamo ogni giorno.
Abbiamo proprio visto di tutto: bambini che sfilano in corteo sotto striscioni che fanno fatica a leggere, insegnanti in lutto, politici che sproloquiano nelle scuole dell’infanzia, i reduci del ’68 che si infiltrano nei cortei come per prendere una boccata di ossigeno che allontani di qualche tempo l’ineluttabile “rigor mortis”.
Così il “virtuale” si è sostituito al reale: ed in un’orgia di isterismo e disinformazione abbiamo dimenticato la realtà quotidiana.

La realtà quotidiana è che nella scuola italiana si fa fatica a studiare e ad imparare perché l’insegnamento si è dequalificato. Abbiamo dimenticato che nella scuola italiana si può morire di spinello durante le ore di scuola; che durante gli intervalli si filmano scene di sesso che vengono poi inviate ormai a vari siti; che in certe scuole, non poche, durante l’intervallo gli insegnanti stanno tappati nell’aula professori per evitare violenze non solo verbali; che presidi e professori sono stati malmenati da genitori e studenti per protesta a certe valutazioni scolastiche; che più di una volta i carabinieri sono entrati in varie scuole ad arrestare studenti spacciatori di droga.
Questa non è tutta la realtà, ovviamente, ma è un pezzo della realtà scolastica che dovrebbe interpellare tutti, soprattutto gli adulti, seriamente. Alcune delle cose predisposte dal Ministro – ovviamente mi evito un giudizio analitico che non mi compete – mi sembrano dettate dalla più grande virtù del popolo italiano: il buon senso. Comunque bisogna proprio riconoscere che in Italia sono impossibili due cose parlare male di Garibaldi e tentare di riformare la scuola. La scuola dello Stato Italiano fa corpo totalmente con l’idea della Nazione e dello Stato ed ha costituito negli ultimo 150 anni del nostro paese una sorta di liturgia di questo universale culto dello Stato.

La verità è che la scuola italiana è sempre stata al servizio non della Cultura, ma della ideologia dominante. Così abbiamo avuto la scuola unitaria e liberale e poi la scuola fascista e poi la scuola azionista e socialista. I cattolici sono stati così improvvidi che negli anni ’50 e ’60 hanno tirato fuori la strampalata teoria della scuola “neutra” che ha favorito la sua occupazione da parte delle più diverse ideologie rivoluzionarie e negative. Abbiamo avuto la scuola marxista e neo-marxista e radicaleggiante: e adesso abbiamo la scuola tecno-scientista.
Mi sembra venuto il momento di andare, se possiamo e vogliamo, oltre questo schema ideologico e ricordarci che la scuola non deve servire nessuna ideologia ma la cultura: cioè l’istanza di senso ultimo, di verità, di bellezza e di giustizia che caratterizzano la coscienza dell’uomo nel suo porsi immediato.
Allora forse ci si renderà conto che la scuola deve essere un ambito di convivenza libera, fra culture diverse (perché nel nostro Paese ci sono ormai culture diverse) e la convivenza libera e impegnata di queste culture deve sostenere un insegnamento, a tutti i livelli, appassionatamente critico: cioè formatore di personalità critiche.
Potrà apparire allora assolutamente legittimo e necessario il formarsi di un sistema scolastico che, gestito dallo Stato, sia libero e pluralistico nelle sue articolazioni educative, culturali e didattiche. Senza pluralismo educativo e scolastico muore la democrazia: perché la democrazia è anzitutto un costume, un dialogo profondo, libero e rispettoso fra culture diverse, che proprio nella consapevolezza critica della propria diversità contribuiscono al bene comune del Paese.
Marco Minghetti, ministro della Pubblica Istruzione del neonato Regno di Italia concludeva il dibattito parlamentare sullo stato dell’istruzione del Paese nel 1864 con queste parole: “In linea di principio sarebbe meglio un sistema di libertà scolastica, ma se ne approfitterebbero i clericali”.
Dobbiamo amaramente riconoscere che la questione scolastica, in Italia, è ferma a queste parole.
Nel dibattito (si fa per dire) che si è acceso in questi mesi tre personalità (e non della “mia parrocchia”) mi hanno colpito per l’intelligenza, la libertà e l’equilibrio con cui sono intervenute: Luigi Berlinguer, Giampaolo Pansa ed Aldo Forbice. Oltre ovviamente il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, cui va la mia gratitudine di cittadino italiano e di vescovo della Chiesa Cattolica.

martedì 28 ottobre 2008

+ Luigi Negri,
Vescovo di San Marino - Montefeltro