Caro Ezio Mauro e caro Vittorio Feltri, sapete dove ci porta la vostra guerra a colpi di mattinali di polizia e badilate di fango? Non è ora di finirla con i ricatti giustizialisti?
di Luigi Amicone
Altro che “carezza del Nazareno”. Siamo al sumo nel fango, alle telecamere piazzate nelle mutande, alla colonia penale intesa come parfume de toilette. Non c’è riflettore che non sia acceso per illuminare un avversario travestito da scarafaggio. Un bel viatico per raccogliere le forze al rientro dalle ferie. Una bella spinta a rispondere all’urgenza di uscita dal tunnel della crisi. Caro Ezio Mauro, ecco cosa è venuto dalle famose dieci domande da cui ti aspettavi l’abbattimento di quel Principe che nelle vostre teste integraliste non avete mai smesso di considerare un usurpatore. Caro Vittorio Feltri, ecco a cosa hai contribuito con la nonchalance di una notizia da mattinale di polizia. Non alla Gran Torino, ma al Gran Cortocircuito. Dove moralismo e antimoralismo giocano a spaccatutto. Giocano a trascinare politica e giornali in assurde querele milionarie. E a fare della vita delle persone terra di sciacallaggio.Non abbiamo lezioni da darvi, illustri colleghi. Siamo piccoli giornalisti, un affare minore. Però il sole illumina le cose. Anche le cose che leggiamo in questi giorni e che ci fanno semplicemente dire: perdonate loro che non sanno quello che fanno. Che fanno, infatti, Ezio e Vittorio? Fanno della vita un pantano su cui far scorrere cingoli dorati. Fanno delle loro libertà, di uomini, prima che di lavoratori della carta stampata che domani sarà carta igienica, un’obbligazione vincolata ai poteri rispettivi. Fanno della vita della gente la sentina di un’indifferenza che il ricco innaffia con un calice di Krug. E chissenefrega se fuori dal club nautico e della belle époque manipulitista scoppia un ’15-’18 fatto della riduzione di ogni volto umano a target di cecchini che hanno sepolto ogni idea, dubbio, residua speranza di civile conversazione, sotto una montagna di spazzatura ben remunerata. Cosa vi manca per star contenti? Vi siete dati così toto corde alla causa da ritrovarvi incapaci di darvi un limite, un divieto, un tabù? Siete bravi, non c’è dubbio. Avete imposto un velo a tutto ciò che capita sotto il bel cielo italiano. E vi siete specializzati nello spionaggio da buco della serratura delle notti passate a tacitare la noia, a bere sesso per scappare a un’idea, a dare corda al demone che – lo conoscete, vi ci misurate anche voi – è in tutti gli esseri umani che non sono quelle alghe, quei delfini, quei climi ecocompatibili per i quali tante lacrime spendete e tanti cuoricini titillate.
Già.
mercoledì 2 settembre 2009
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1 commenti:
Stupendo!
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