La CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha istituito un fondo di garanzia di 30 milioni di Euro. Questo fondo di garanzia renderà disponibile presso le banche affiliate all'ABI, dunque tutte, la somma di 300 milioni di Euro da destinare a prestiti per le famiglie in difficoltà economica in questo particolare periodo di crisi.
Per accedere a questo denaro occorre essere una famiglia costituzionalmente riconosciuta, avere almeno tre figli a carico oppure avere dei malati in casa ed avere perso ogni fonte di reddito.
La CEI farà dunque da garante a chi chiederà questo denaro ed interverrà in aiuto di chi non ce la farà a restituirlo.
E poi dicono di non dare l'otto per mille alla Chiesa cattolica...
Roberto Castella
martedì 31 marzo 2009
lunedì 30 marzo 2009
MEGLIO DI COSI'
Aiuti pubblici alla scuola privata, assoluta centralità della persona nella politica del PDL, tutela e protezione dei deboli e dei malati, sacralità della vita umana ed intangibilità della stessa.
Questi sono solo alcuni dei punti contenuti nella "Carta dei Valori" che, come ha affermato inequivocabilmente il Presidente Berlusconi, è la carta d'identità del PDL.
Musica per le nostre orecchie. E tutti temi ampiamente trattati nel nostro programma.
Roberto Castella
Questi sono solo alcuni dei punti contenuti nella "Carta dei Valori" che, come ha affermato inequivocabilmente il Presidente Berlusconi, è la carta d'identità del PDL.
Musica per le nostre orecchie. E tutti temi ampiamente trattati nel nostro programma.
Roberto Castella
domenica 29 marzo 2009
29 MARZO 2009 NASCE IL PDL
Eletto all'unanimità.
Il primo Presidente del Popolo della Libertà è Silvio Berlusconi.
Si è dunque concluso il 1° congresso del Popolo della Libertà. Fra le tantissime note positive ne ho riscontrate due in particolare.
La prima sta nelle moltissime volte in cui i tanti esponenti che hanno preso la parola hanno fatto esplicito riferimento ai valori cristiani quali valori fondanti dello stesso PDL.
La seconda sta nell' impressionante numero di giovani presenti in platea e dunque dirigenti locali del PDL.
Facciamoci dunque gli auguri perchè, anche a Chieri, il futuro si possa tingere sempre più di azzurro.
Roberto Castella PDL Chieri
Il primo Presidente del Popolo della Libertà è Silvio Berlusconi.
Si è dunque concluso il 1° congresso del Popolo della Libertà. Fra le tantissime note positive ne ho riscontrate due in particolare.
La prima sta nelle moltissime volte in cui i tanti esponenti che hanno preso la parola hanno fatto esplicito riferimento ai valori cristiani quali valori fondanti dello stesso PDL.
La seconda sta nell' impressionante numero di giovani presenti in platea e dunque dirigenti locali del PDL.
Facciamoci dunque gli auguri perchè, anche a Chieri, il futuro si possa tingere sempre più di azzurro.
Roberto Castella PDL Chieri
venerdì 27 marzo 2009
AI CONFINI DELLA REALTA'
Leggendo sul Corriere di oggi 27 marzo le dichiarazioni della dottoressa Olia, candidata del PD alla poltrona di Sindaco, pare per un attimo di sognare. Pare di essere in un episodio di quella vecchia serie di telefilm intitolata proprio "Ai confini della realtà".
Prendiamo ad esempio quanto dice in questo passaggio sullo sviluppo urbanistico. Cito testualmente: " C'è stata una grossa trasformazione: dovremo gestire ciò che abbiamo ereditato..."
Probabilmente la dottoressa Olia va informata del fatto che non erediterà un bel niente, visto che è il suo partito che negli ultimi 15 anni ha governato Chieri ed ha fatto quella che lei stessa definisce "grossa trasformazione".
Non è un po' tardino per accorgersi di aver tempestato Chieri di mastodontiche mostruosità architettoniche?
Non è mai troppo tardi invece per tornare sulla Terra e non far finta di essere estranei a ciò che si è fatto.
Roberto Castella
Prendiamo ad esempio quanto dice in questo passaggio sullo sviluppo urbanistico. Cito testualmente: " C'è stata una grossa trasformazione: dovremo gestire ciò che abbiamo ereditato..."
Probabilmente la dottoressa Olia va informata del fatto che non erediterà un bel niente, visto che è il suo partito che negli ultimi 15 anni ha governato Chieri ed ha fatto quella che lei stessa definisce "grossa trasformazione".
Non è un po' tardino per accorgersi di aver tempestato Chieri di mastodontiche mostruosità architettoniche?
Non è mai troppo tardi invece per tornare sulla Terra e non far finta di essere estranei a ciò che si è fatto.
Roberto Castella
mercoledì 25 marzo 2009
QUANDO E' TROPPO E' TROPPO
Lavoro fuori Chieri e dunque ho parecchi colleghi che nella nostra città ci vengono solo di tanto in tanto. Questo mi è utile per sentire i loro pareri disinteressati ed incondizionati sui temi più vari della nostra realtà locale.
Ogni discorso però ultimamente va a finire sulla viabilità e sulla sua assurdità.
Il parere è unanime: la situazione è allo sbando.
Un susseguirsi di cantieri, voragini nell'asfalto, strade che vengono aperte al traffico dopo mesi di chiusura e poi nuovamente chiuse per la riapertura di altri cantieri. Il tutto prosegue da ormai due anni. Siamo davvero all'assurdo. La giunta da l'impressione di fare spallucce.
Il tutto corredato dall'aumento di parcheggi a pagamento che nel frattempo è intercorso.
Qualcuno dall'alto ha deciso che Chieri aveva bisogno del teleriscaldamento. Come e perchè evidentemente non sono rilevanti al fine del risultato. Un gran business.
Se avremo il privilegio di governare la città, il cambiamento dovrà essere radicale. I cittadini devono partecipare alle scelte prima che esse si compiano. Specialmente quando condizionano in modo profondo la qualità della vita di tutti.
Roberto Castella
Ogni discorso però ultimamente va a finire sulla viabilità e sulla sua assurdità.
Il parere è unanime: la situazione è allo sbando.
Un susseguirsi di cantieri, voragini nell'asfalto, strade che vengono aperte al traffico dopo mesi di chiusura e poi nuovamente chiuse per la riapertura di altri cantieri. Il tutto prosegue da ormai due anni. Siamo davvero all'assurdo. La giunta da l'impressione di fare spallucce.
Il tutto corredato dall'aumento di parcheggi a pagamento che nel frattempo è intercorso.
Qualcuno dall'alto ha deciso che Chieri aveva bisogno del teleriscaldamento. Come e perchè evidentemente non sono rilevanti al fine del risultato. Un gran business.
Se avremo il privilegio di governare la città, il cambiamento dovrà essere radicale. I cittadini devono partecipare alle scelte prima che esse si compiano. Specialmente quando condizionano in modo profondo la qualità della vita di tutti.
Roberto Castella
lunedì 23 marzo 2009
IL PAPA HA RAGIONE, FRANCESCHINI E I LAICISTI NO
Avvenire 19 Marzo 2009
Intervista a Ciantia medico di Avsi
Il successo dell’Uganda dà ragione al Papa
La posizione del Papa sull’Aids? Realista, ragionevole e scientificamente fondata. Parola di un medico che da anni si misura col problema in uno dei Paesi africani dove il virus ha colpito più duramente, l’Uganda, e dove le strategie di contrasto hanno portato a risultati molto significativi, fino a farne un modello. Filippo Ciantia ci vive dal 1980 con la moglie e otto figli. È il rappresentante regionale dell’ong italiana Avsi per la Regione dei Grandi laghi ed è autore di numerosi interventi su riviste scientifiche. In uno di questi, pubblicato su Lancet, ha messo in evidenza l’efficacia della dottrina cattolica nell’affronto dell’Aids.
In che senso Benedetto XVI esprime una posizione realista?
La strategia vincente di fronte al virus non può essere meramente sanitaria e farmacologica. Si vince tenendo conto di tutti i fattori che costituiscono la persona. I dati dimostrano che l’Aids è diminuito solo nei Paesi in cui si è lavorato per modificare i comportamenti sessuali e gli stili di vita delle persone, cosa che a sua volta deriva da un lavoro di informazione e educazione che coinvolge le famiglie, le donne, le scuole. È accaduto così in Kenya, Etiopia, Malawi, Zambia, Zimbabwe e soprattutto qui in Uganda. Ma per ottenere risultati bisogna avere il coraggio di scelte forti, come hanno fatto da queste parti...
Quali scelte?
Il cuore del problema sta nella modificazione dei comportamenti, per esempio i rapporti sessuali a rischio contemporanei con più partner, che in Africa sono molto diffusi. C’è una notevole ritrosia a intervenire su questo terreno perché si dice che in nome della libertà non è lecito intromettersi nelle scelte della gente. Ma questa è una posizione ipocrita. Come la mettiamo allora con le campagne contro il fumo, l’alcol, la droga che si vanno moltiplicando? Anche questa è invasione di campo? Se un comportamento mette a rischio la salute, astenersi dall’intervenire per cercare di modificarlo significa in realtà danneggiare le persone che lo mettono in atto e l’intera società.
Quindi la Chiesa non fa invasione di campo parlando di astinenza e fedeltà al partner?
La Chiesa fa il suo mestiere e, facendolo, contribuisce al bene di tutti. Non c’è un posto al mondo dove l’Aids sia diminuito senza un cambiamento radicale dei comportamenti sessuali. Ma per arrivare a questo si deve lavorare a livello educativo, non ci si può certo accontentare di distribuire preservativi, confidando nel loro effetto taumaturgico e deresponsabilizzando la gente. Lo ha capito bene il governo ugandese che ha laicamente lanciato con successo la strategia dell’ABC.
In cosa consiste l’ABC?
Alle persone viene consigliata l’astensione dai rapporti (Abstinence), la fedeltà al partner (Being faithful) e – in casi molto particolari e solo per certe, limitate categorie di persone – l’uso corretto del profilattico (Condom use). Risultato? La prevalenza dell’Hiv è passata dal 15% del 1992 al 5% del 2004. E sa qual è stato il costo dei programmi avviati per favorire la modifica degli stili di vita? 23 centesimi di dollaro a testa. Ha ragione il Papa: siamo di fronte a una tragedia che non può essere vinta solo con i soldi. Serve una strategia multilaterale che metta al centro il bene della persona.
Cosa vuol dire concretamente?
Promozione della condizione femminile, sostegno a chi è colpito dal virus con i farmaci (la gratuità è un elemento fondamentale e rischia di venire colpito dagli effetti della crisi economica), lotta allo stigma e alla discriminazione nei confronti dei malati, campagne di educazione preventiva nelle scuole primarie raggiungendo i bambini prima che diventino sessualmente attivi. E per raggiungere questi obiettivi, non si può prescindere dal fattore comunitario.
Perché è fondamentale questo elemento?
In una società come quella africana è necessario coinvolgere i leader religiosi e le comunità locali. In Uganda molte organizzazioni si sono prese cura degli orfani (che sono due milioni e mezzo), hanno aiutato le famiglie colpite, si sono prodigate nell’attività educativa e soprattutto hanno fatto compagnia ai malati. Come fanno quelli del Meeting Point, il partner locale di Avsi, che da anni aiutano migliaia di donne a Kampala e in altre città.
Cosa fanno?
Promuovono corsi di igiene e salute, prestiti per piccole attività lavorative, distribuiscono cibo. Molte donne sono state aiutate a capire che la loro esistenza è più grande della malattia, hanno cominciato il trattamento antiretrovirale che prima rifiutavano perché si sentivano finite, si aiutano a vicenda a prendere le medicine. Se una di loro muore, i figli vengono presi in casa da un’altra. Si sentono amate da qualcuno che le considera importanti. È un piccolo miracolo quotidiano, un’esperienza d’amore più contagiosa del virus.
Filippo Ciantia
PDL CHIERI
Intervista a Ciantia medico di Avsi
Il successo dell’Uganda dà ragione al Papa
La posizione del Papa sull’Aids? Realista, ragionevole e scientificamente fondata. Parola di un medico che da anni si misura col problema in uno dei Paesi africani dove il virus ha colpito più duramente, l’Uganda, e dove le strategie di contrasto hanno portato a risultati molto significativi, fino a farne un modello. Filippo Ciantia ci vive dal 1980 con la moglie e otto figli. È il rappresentante regionale dell’ong italiana Avsi per la Regione dei Grandi laghi ed è autore di numerosi interventi su riviste scientifiche. In uno di questi, pubblicato su Lancet, ha messo in evidenza l’efficacia della dottrina cattolica nell’affronto dell’Aids.
In che senso Benedetto XVI esprime una posizione realista?
La strategia vincente di fronte al virus non può essere meramente sanitaria e farmacologica. Si vince tenendo conto di tutti i fattori che costituiscono la persona. I dati dimostrano che l’Aids è diminuito solo nei Paesi in cui si è lavorato per modificare i comportamenti sessuali e gli stili di vita delle persone, cosa che a sua volta deriva da un lavoro di informazione e educazione che coinvolge le famiglie, le donne, le scuole. È accaduto così in Kenya, Etiopia, Malawi, Zambia, Zimbabwe e soprattutto qui in Uganda. Ma per ottenere risultati bisogna avere il coraggio di scelte forti, come hanno fatto da queste parti...
Quali scelte?
Il cuore del problema sta nella modificazione dei comportamenti, per esempio i rapporti sessuali a rischio contemporanei con più partner, che in Africa sono molto diffusi. C’è una notevole ritrosia a intervenire su questo terreno perché si dice che in nome della libertà non è lecito intromettersi nelle scelte della gente. Ma questa è una posizione ipocrita. Come la mettiamo allora con le campagne contro il fumo, l’alcol, la droga che si vanno moltiplicando? Anche questa è invasione di campo? Se un comportamento mette a rischio la salute, astenersi dall’intervenire per cercare di modificarlo significa in realtà danneggiare le persone che lo mettono in atto e l’intera società.
Quindi la Chiesa non fa invasione di campo parlando di astinenza e fedeltà al partner?
La Chiesa fa il suo mestiere e, facendolo, contribuisce al bene di tutti. Non c’è un posto al mondo dove l’Aids sia diminuito senza un cambiamento radicale dei comportamenti sessuali. Ma per arrivare a questo si deve lavorare a livello educativo, non ci si può certo accontentare di distribuire preservativi, confidando nel loro effetto taumaturgico e deresponsabilizzando la gente. Lo ha capito bene il governo ugandese che ha laicamente lanciato con successo la strategia dell’ABC.
In cosa consiste l’ABC?
Alle persone viene consigliata l’astensione dai rapporti (Abstinence), la fedeltà al partner (Being faithful) e – in casi molto particolari e solo per certe, limitate categorie di persone – l’uso corretto del profilattico (Condom use). Risultato? La prevalenza dell’Hiv è passata dal 15% del 1992 al 5% del 2004. E sa qual è stato il costo dei programmi avviati per favorire la modifica degli stili di vita? 23 centesimi di dollaro a testa. Ha ragione il Papa: siamo di fronte a una tragedia che non può essere vinta solo con i soldi. Serve una strategia multilaterale che metta al centro il bene della persona.
Cosa vuol dire concretamente?
Promozione della condizione femminile, sostegno a chi è colpito dal virus con i farmaci (la gratuità è un elemento fondamentale e rischia di venire colpito dagli effetti della crisi economica), lotta allo stigma e alla discriminazione nei confronti dei malati, campagne di educazione preventiva nelle scuole primarie raggiungendo i bambini prima che diventino sessualmente attivi. E per raggiungere questi obiettivi, non si può prescindere dal fattore comunitario.
Perché è fondamentale questo elemento?
In una società come quella africana è necessario coinvolgere i leader religiosi e le comunità locali. In Uganda molte organizzazioni si sono prese cura degli orfani (che sono due milioni e mezzo), hanno aiutato le famiglie colpite, si sono prodigate nell’attività educativa e soprattutto hanno fatto compagnia ai malati. Come fanno quelli del Meeting Point, il partner locale di Avsi, che da anni aiutano migliaia di donne a Kampala e in altre città.
Cosa fanno?
Promuovono corsi di igiene e salute, prestiti per piccole attività lavorative, distribuiscono cibo. Molte donne sono state aiutate a capire che la loro esistenza è più grande della malattia, hanno cominciato il trattamento antiretrovirale che prima rifiutavano perché si sentivano finite, si aiutano a vicenda a prendere le medicine. Se una di loro muore, i figli vengono presi in casa da un’altra. Si sentono amate da qualcuno che le considera importanti. È un piccolo miracolo quotidiano, un’esperienza d’amore più contagiosa del virus.
Filippo Ciantia
PDL CHIERI
mercoledì 18 marzo 2009
UN ULTIMO SFORZO
Le trattative in corso per definire la coalizione di centro-destra si protrarranno ancora fino a venerdì 20 compreso.
Il protrarsi non dipende da incomprensioni o divergenze in quanto la posizione del PDL è chiara a tutti, ma da problemi di salute per altro legati alla stagione, di alcuni dei dirigenti dei partiti e dei vari gruppi che partecipano agli incontri, i quali di volta in volta si vedono costretti a rimandare gli incontri.
Con venerdì dovremmo finalmente essere pronti e partire con la campagna elettorale e l'esposizione del programma.
Ci scusiamo per la lungaggine, ma siamo i primi a patirne.
Roberto Castella
Il protrarsi non dipende da incomprensioni o divergenze in quanto la posizione del PDL è chiara a tutti, ma da problemi di salute per altro legati alla stagione, di alcuni dei dirigenti dei partiti e dei vari gruppi che partecipano agli incontri, i quali di volta in volta si vedono costretti a rimandare gli incontri.
Con venerdì dovremmo finalmente essere pronti e partire con la campagna elettorale e l'esposizione del programma.
Ci scusiamo per la lungaggine, ma siamo i primi a patirne.
Roberto Castella
martedì 17 marzo 2009
VOTO DI SCAMBIO
Il gruppo della Camera del Partito Democratico si è detto disponibile ad astenersi dal voto riguardante il DDL Calderoli sul federalismo fiscale in cambio dell'accettazione da parte della maggioranza della proposta del loro segretario Franceschini sull'allentamento del patto dsi stabilità per gli enti locali.
E bravo il PD..., alla faccia dell'etica politica.
Roberto Castella
E bravo il PD..., alla faccia dell'etica politica.
Roberto Castella
giovedì 12 marzo 2009
IL BLOG DI RENATO
Da qualche giorno è attivo il blog del ministro Renato Brunetta.
Per chi volesse interagire con lui l'indirizzo è http://www.renatobrunetta.it
Buon dibattito.
Per chi volesse interagire con lui l'indirizzo è http://www.renatobrunetta.it
Buon dibattito.
martedì 10 marzo 2009
UN ANNO DI BLOG
Oggi il nostro blog compie il suo primo anno di "vita".
Il 10 marzo del 2008 il primo post. Nessuno ci visitava. Poi piano, piano, anche grazie ad alcune citazioni sul Corriere di Chieri, abbiamo iniziato ad ingranare. Prima 5 poi 7 poi 12, adesso abbiamo una media di 25 visite al giorno e ad oggi siamo a 2.615 visite effettuate.
I dibattiti cominciano ad essere interessanti e spesso costruttivi. Gli interlocutori, sia pur di idee magari diversissime, non hanno mai sconfinato nella volgarità, e questo fa onore agli "internauti" chieresi.
Questa sera l'ultimo incontro in vista delle alleanze per le amministrative di giugno, poi questo blog potrà essere anche uno degli strumenti per esporre il nostro programma.
Grazie di tutto a tutti.
Il PDL di Chieri.
Il 10 marzo del 2008 il primo post. Nessuno ci visitava. Poi piano, piano, anche grazie ad alcune citazioni sul Corriere di Chieri, abbiamo iniziato ad ingranare. Prima 5 poi 7 poi 12, adesso abbiamo una media di 25 visite al giorno e ad oggi siamo a 2.615 visite effettuate.
I dibattiti cominciano ad essere interessanti e spesso costruttivi. Gli interlocutori, sia pur di idee magari diversissime, non hanno mai sconfinato nella volgarità, e questo fa onore agli "internauti" chieresi.
Questa sera l'ultimo incontro in vista delle alleanze per le amministrative di giugno, poi questo blog potrà essere anche uno degli strumenti per esporre il nostro programma.
Grazie di tutto a tutti.
Il PDL di Chieri.
giovedì 5 marzo 2009
SIMBOLO DI LIBERTA'
Abbiamo saputo oggi che il PDL, dopo il congresso del 27 marzo, avrà un nuovo simbolo.
Sarà utilizzabile dall'inizio di aprile e anche a Chieri contraddistinguerà la possibilità di una svolta. Una svolta per un ritorno alla normalità. Dove i cittadini torneranno ad essere tali e non più sudditi.
Roberto Castella
Sarà utilizzabile dall'inizio di aprile e anche a Chieri contraddistinguerà la possibilità di una svolta. Una svolta per un ritorno alla normalità. Dove i cittadini torneranno ad essere tali e non più sudditi.
Roberto Castella
mercoledì 4 marzo 2009
VERSO IL PDL
In vista del Congresso che sancirà ufficialmente la nascita del Popolo della Libertà tutti i Senatori e i Deputati del Popolo della Libertà parteciperanno all’assemblea straordinaria che si svolgerà martedì 10 marzo 2009 dalle ore 10.00 alle ore 20.00 presso il Tempio di Adriano di Roma (Piazza di Pietra).
I lavori divisi in due sessioni, saranno introdotti dagli interventi dei quattro Capigruppo (Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello, Italo Bocchino), e dei coordinatori di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, Onorevoli Denis Verdini e Ignazio La Russa.
Concluderà l’assemblea il Presidente Silvio Berlusconi.
I lavori divisi in due sessioni, saranno introdotti dagli interventi dei quattro Capigruppo (Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello, Italo Bocchino), e dei coordinatori di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, Onorevoli Denis Verdini e Ignazio La Russa.
Concluderà l’assemblea il Presidente Silvio Berlusconi.
martedì 3 marzo 2009
Il PROGRAMMA, L'ANIMA DEL PDL
Gli incontri fra il PDL e le altre forze politiche, potenzialmente nostre alleate, che si stanno susseguendo a ritmi serrati in questa settimana hanno un valore aggiunto. Il programma.
Infatti i nostri due punti di riferimento Foglio e Sodano, vanno a trattare con in mano una copia del programma finalmente pronto, stilato dalle cinque commissioni programmatiche del PDL.
Un programma articolato, profondo, e soprattutto realizzabile in quanto realistico e per nulla dispendioso. Aperto comunque al contributo dei futuri alleati, ma per nulla ad eventuali stravolgimenti.
Sarà il sigillo del pacchetto di forze che vorranno aggregarsi al PDL per iniziare la campagna elettorale che mai come questa volta ci vede pronti ed attrezzati per combattere ed alla fine vincere.
Da parte nostra, sempre e comunque, non verrà a mancare il pieno rispetto per le forze politiche avversarie, che mai vedremo come nemiche.
Roberto Castella
Infatti i nostri due punti di riferimento Foglio e Sodano, vanno a trattare con in mano una copia del programma finalmente pronto, stilato dalle cinque commissioni programmatiche del PDL.
Un programma articolato, profondo, e soprattutto realizzabile in quanto realistico e per nulla dispendioso. Aperto comunque al contributo dei futuri alleati, ma per nulla ad eventuali stravolgimenti.
Sarà il sigillo del pacchetto di forze che vorranno aggregarsi al PDL per iniziare la campagna elettorale che mai come questa volta ci vede pronti ed attrezzati per combattere ed alla fine vincere.
Da parte nostra, sempre e comunque, non verrà a mancare il pieno rispetto per le forze politiche avversarie, che mai vedremo come nemiche.
Roberto Castella
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