giovedì 28 maggio 2009

45 %

“Alle prossime europee se dalle urne vengono fuori numeri come quelli degli ultimi sondaggi che ci danno al 45%, saremo il gruppo più importante nel partito popolare europeo e siccome questo ha il 37% e da’ il la a tutte le decisioni, avremo l’occasione votando PDL e non i piccoli, di avere più forza anche mandando un nostro presidente, Mario Mauro, al parlamento europeo".

Lo ha affermato Silvio Berlusconi, intervenendo all’assemblea della Confesercenti.

PDL CHIERI

lunedì 25 maggio 2009

PROGRAMMA IN PILLOLE 9

La Pubblica Amministrazione deve indirizzarsi con consapevolezza, professionalità, efficienza e trasparenza ai cambiamenti rapidi e continui della società.
Nel momento in cui i cittadini-utenti vengono a trovarsi a diretto contatto con l’amministrazione comunale, si scontrano con una situazione di indifferenza che provoca un crescente stato di disagio. E’ necessario, quindi, individuare le cause e trovare una soluzione che eviti tali conseguenze.
L’amministrazione comunale a cui noi tendiamo, dovrà essere orientata alla massima efficienza, tipica della cultura aziendalista, perché essa è in parte un’azienda che produce ed eroga servizi, che si rivolge ad un mercato e a degli utenti da soddisfare, per cui è funzionale che disponga delle giuste tecniche gestionali e di marketing.
Il Comune di Chieri, sulla base del criterio-motore dell’efficienza dovrà essere ridisegnato tenendo conto dell’evoluzione della società, delle nuove tecnologie informatiche e telematiche, delle tecniche gestionali ed aziendali, valorizzando l’imprenditorialità e ottimizzando l’interazione con i cittadini.
L’offerta dell’Amministrazione comunale dovrà pertanto contemperare costi/benefici, equilibrio economico, efficienza, customer satisfaction (soddisfazione del cliente). Da qui l’importanza di consolidare il rapporto con il cittadino mediante quella serie di mezzi che sono oggi a disposizione della P.A. quali: l’URP, il marketing pubblico, l’esternalizzazione, l’uso di strumenti telematici ed informatici e maggiore comunicazione.
A tale fine porremo altissima attenzione ai seguenti elementi:
1. qualità dei servizi offerti
2. flessibilità ed innovazione
3. management, risorse umane ed organizzazione
4. equilibrio economico
5. citizen satisfaction (soddisfazione del cittadino)
6. collaborazioni strategiche
Per il raggiungimento dell’obiettivo primario ossia rendere migliore e funzionale l’efficienza amministrativa nel suo complesso, proponiamo le seguenti azioni:
1. Qualità dei servizi offerti. In ordine ai Servizi alle persone, sarà posta la massima attenzione al corretto funzionamento delle quotidiane attività degli uffici comunali al fine di rendere più agile ed esaustivo il contatto quotidiano tra cittadino e municipio. Un interesse particolare sarà indirizzato all’utilizzo degli strumenti più innovativi al fine di garantire maggiore velocità, precisione, piena trasparenza ed accessibilità agli atti normativi ed alle delibere, utili al completamento delle attività amministrative.
2. Flessibilità ed innovazione. È di fondamentale importanza dotarsi di modelli
organizzativi, strutture operative, management e personale dotato di flessibilità, in grado di rispondere in maniera efficace ai tanti e rapidi cambiamenti con cui la Pubblica Amministrazione si deve quotidianamente confrontare.
3. Management. Rispondere strategicamente ed efficientemente al mercato pubblico richiede volontà, sensibilità e professionalità, in una “parola” management capace. Il Comune deve basare il suo operato su scelte strategiche, intuitive, differenziate, vincenti, tipiche di un management intelligente. Particolare attenzione sarà posta alla gestione delle risorse umane per migliorare i risultati in termini di efficienza, efficacia e di economicità, valorizzando le professionalità del personale nel rispetto delle esigenze gestionali della strutturaburocratica comunale.
Al tal fine saranno utilizzati tutti quegli strumenti che la recente normativa e le
nuove tecniche di gestione mettono a disposizione:
1. ridefinizione della pianta organica improntata su criteri di flessibilità dinamismo;
2. sistema meritocratico per la progressione del personale dipendente. Adeguati riconoscimenti nel trattamento economico del dipendente pubblico in relazione ad effettivi livelli di responsabilità e professionalità nonché al raggiungimento degli obiettivi prefissati;
3. controllo di gestione quale strumento di conoscenza per i dirigenti e per gli organi di governo comunali, al fine di ottimizzare i risultati della gestione
burocratica;
4. programmi di formazione ed aggiornamento professionale per le diverse
categorie di dipendenti;
5. controllo dell’assenteismo.
4. Equilibrio economico. Sarà costante l’attenzione all’equilibrio economico che si otterrà con i seguenti appropriati interventi:
a. continuo controllo dei costi e delle spese di gestione, di risorse umane, di
organizzazione, di logistica e di marketing;
b. intelligenti ed oculati acquisti;
c. innovazione tecnologica;
d. riduzione dei costi generali;
e. recupero di economie di scala.
5. Citizen satisfaction (soddisfazione del cittadino).
I clienti del Comune sono i cittadini-utenti. Soddisfare il cittadino-utente significa erogare servizi in base alle sue aspettative, al fine di contribuire a raggiungere una migliore qualità della vita, con la consapevolezza che ciò dovrà raggiungersi tenendo conto delle esigenze della collettività, senza condizionamenti connessi a personalismi.
6. Collaborazioni strategiche. E’ ormai conoscenza comune che, anche nel pubblico, al pari del privato, le collaborazioni (accordi di partnership) siano diventate una scelta obbligata per operare nel mercato pubblico. Nel nostro territorio ne sono espressione i Consorzi.
Esse sono dettate dall’esigenza di soddisfare lo sviluppo della domanda, dalla
necessità di continue risorse finanziarie, tecnologiche, professionali, aziendali e gestionali, dalla ricerca a tutto campo di economie di scala.
Sarà quindi nostro obiettivo consolidare le collaborazioni esistenti sul territorio e ritenute efficienti per raggiungere i livelli di eccellenza prefissati.
Particolare attenzione sarà posta alle “sperimentazioni” per cui gli altri livelli di governo (Provincia, Regione, Stato) stanziano finanziamenti volti al miglioramento del rapporto cittadino/P.A.

giovedì 21 maggio 2009

Senza titolo

Il papa, l’islam arabo e l’occidente

di Samir Khalil Samir

Le critiche dei media islamici contro Benedetto XVI sono un nulla di fronte alla ricchezza della sua proposta. Nel mondo arabo è urgente il dialogo con la scienza, bloccato da secoli; nel mondo occidentale è urgente non rinchiudersi in ideologie relativiste e sprezzanti verso la fede.
Beirut (AsiaNews) - Il pellegrinaggio di Benedetto XVI in Terra Santa è avvolto da molte polemiche e critiche che innalzano un polverone senza far vedere la verità. In realtà il messaggio che il pontefice ha affidato ai popoli di quella terra, cristiani e musulmani, israeliani e palestinesi, è fondamentale per lo sviluppo e per la pace nella regione.
In Giordania vera fraternità fra musulmani e cristiani
In Giordania, in particolare, Benedetto XVI ha posto ancora una volta delle solide basi per la collaborazione fra musulmani e cristiani, fra oriente e occidente. Vi è una differenza notevole fra ciò che il mondo musulmano ha scritto sulla stampa e l’atteggiamento della Giordania. In molti giornali arabi si ritorna alla cosiddetta “offesa di Regensburg”, alla richiesta di scuse per l’offesa recata all’islam, ecc… Invece l’atmosfera che abbiamo visto in Giordania è stata serena, ospitale, con una buona dose di fiducia reciproca.
Il papa non ha mancato di fare l’elogio sincero degli sforzi della casa reale di Giordania, del re, del principe Al-Ghazi, della regina Rania, che lo ha accompagnato all’università di Madaba, per la benedizione della prima pietra. La stessa università cattolica di Madaba – voluta dal patriarca emerito Michel Sabbah – è segno della cordialità fra cristiani e musulmani: un’università cattolica che apre col sostegno, anche economico, della casa reale hascemita.
Ciò è frutto di una politica che è più che tolleranza verso il cristianesimo. Le mie esperienze in Giordania – l’anno scorso vi sono stato 3 volte e ho incontrato 2 volte il principe Hassan – è quella di un’atmosfera serena e amichevole, ciò che non ho trovato in nessun altro Paese islamico finora.
Questo ha permesso piccoli gesti di ospitalità e di onore verso il papa ospite. Ad esempio, per l’entrata alla Moschea “al-Hussein bin-Talal” di Amman, hanno permesso al pontefice di tenere le scarpe, stendendo una stuoia lungo tutto il percorso. Lo stesso principe al-Ghazi ha tenuto le scarpe.
L’atmosfera in Giordania ispira un messaggio del tipo: siamo tutti fratelli, beduini, cristiani, musulmani. I giordani insistono anche sul fatto che Gesù e Maria sono parte della tradizione storica del Paese, perché hanno vissuto in Giordania (v. il luogo del battesimo, Betania, ecc..) Loro sentono che questa è una terra santificata dalla presenza di Gesù e dei profeti.
Religione e scienza: affinare i “talenti critici”
Ma il discorso all’università di Madaba è davvero un punto chiave di questo pellegrinaggio. Il papa ha sottolineato varie cose, ma soprattutto l’importanza di una educazione seria e accademica di cristiani e musulmani per lo sviluppo personale, per la pace, per il progresso nella regione.
Il pontefice ha sottolineato con forza che lo sviluppo della persona passa per l’istruzione che l’università deve offrire; che la pace si costruisce con la conoscenza e lo studio più che con l’ignoranza; che il progresso integrale, materiale ed economico, politico e democratico cresce con lo studio e la conoscenza.
Egli sviluppa questo aspetto dicendo che lo scopo dell’università è trasmettere agli studenti “l’amore per la verità”, promuovere “la loro adesione ai valori”, innalzando “la loro libertà personale”.
È molto importante che in un mondo musulmano (e cristiano), spesso teocratico, il papa, prima di parlare di religione, parli di cultura e di scienza. E la scienza ha per scopo di amare la verità e scoprirla. Egli insiste che questa formazione intellettuale “affinerà i loro talenti critici, disperderà l’ignoranza e il pregiudizio, e li assisterà nello spezzare gli incantesimi creati da ideologie vecchie e nuove”.
I “talenti critici” sono importanti nel mondo arabo: senza critica la fede può diventare fanatismo, superstizione, o addirittura manipolazione Il papa ha toccato un punto che è fondamentale per la crescita di questa regione: l’assenza di sguardo critico, porta la gente a seguire in modo politico l’uno o l’altro leader, senza domandarsi sulle esigenze di democrazia, libertà, diritti umani, convivenza. Tutti seguono religiosamente, ma senza domandarsi sulle fondamenta della propria fede; attenendosi alle tradizioni fino ad annegare la libertà di coscienza. Questo vale per tutte le religioni, non solo per l’Islam. L’ignoranza e il pregiudizio, per il papa, sono una minaccia alla pace e al dialogo.
E quando parla degli “incantesimi delle ideologie”, egli allude al modo facile con cui uno si lascia prendere dal fanatismo e dalla violenza.
Egli dice: “la religione, come la scienza e la tecnologia, come la filosofia ed ogni espressione della nostra ricerca della verità, possono corrompersi. La religione viene sfigurata quando viene costretta a servire l’ignoranza e il pregiudizio, il disprezzo, la violenza e l’abuso”.
Benedetto XVI mette nello stesso contenitore tutte queste realtà, perché tutto può essere sfigurato – anche la scienza. Ciò che è importante per lui è comunque non lasciare che la religione sia sfigurata dall’ignoranza e dall’abuso.
Necessità di una “sapienza etica”
Parlando alla Moschea di Amman egli dice anche che le società laiche pretendono spesso che solo la religione è causa di violenza. In verità ciò avviene solo se la religione si lascia “sfigurare”, ma questo è il rischio di tutte le conoscenze. Per questo il papa esorta con la Lettera ai Filippesi (4,8) di essere attenti a “tutto ciò che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, che merita lode” Egli consiglia a cristiani e musulmani di non avere paura della scienza, di aprire le loro menti, anche se si mette a rischio la propria fede. Questo messaggio è coraggioso in una società come quella araba che rischia di trovare nella religione un rifugio.
Ma il suo messaggio è rivolto anche verso la scienza, che rischia spesso di trasformarsi in un’ideologia senza etica o apertura a Dio.
Questo è un elemento presente anche a Regensburg. Il papa sottolinea che anche la scienza “ha i suoi limiti. Non può dar risposta a tutte le questioni riguardanti l’uomo e la sua esistenza. In realtà, la persona umana, il suo posto e il suo scopo nell’universo non può essere contenuto all’interno dei confini della scienza”.
Per questo l’uso della conoscenza scientifica ha bisogno della luce orientatrice della “sapienza etica”. “Tale sapienza ha ispirato il giuramento di Ippocrate, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, la Convenzione di Ginevra ed altri lodevoli codici internazionali di comportamento”.
Il papa spiega questa “sapienza etica” con il giuramento di Ippocrate, un pagano del III secolo a.C.; poi parla della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del ’48, una dichiarazione laica; la Convenzione di Ginevra sui comportamenti in caso di conflitto, che è anch’essa laica. Egli non si riferisce ad elementi religiosi. Così suggerisce che la sapienza etica può essere indipendente dalla religione. Questa sottolineatura è importante in una società musulmana o cristiano-tradizionale: significa che il dialogo è a 360 gradi, con tutti, anche con chi non crede. Ma a quelli che non credono dice che non è possibile agire senza etica, o senza fondamenti religiosi, perché in tal modo viene a mancare qualcosa di essenziale nella formazione umana.
La religione ha soffocato l’uomo arabo
La funzione dell’università cattolica è formare “uomini e donne qualificati, sia cristiani che musulmani o di altre religioni”. Non è un messaggio solo per l’Islam. Questa sottolineatura a non lasciare che la religione sia sfigurata; ad accettare la sfida della scienza per avere uno sguardo critico; a ricercare un’etica religiosa e laica per creare una comunità da diverse religioni e non credenti, mi pare un discorso importante nel nostro mondo arabo.
Quelli citati dal papa sono i valori che molti oggi ricercano e che noi arabi abbiamo vissuto in passato (dal 1860 al 1950, con il cosiddetto ‘Rinascimento’, Nahda), oppure nell’epoca medievale (dal IX all’XI secolo): allora abbiamo vissuto un rapporto vivo fra scienza e religione, con reciproche messe in questione, in un dialogo critico, con delle sfide. Ma da mezzo secolo circa, questo dialogo è scomparso, sia a livello scientifico, sia a livello religioso.
Alcuni anni fa studiosi arabi hanno fatto un’analisi della situazione della conoscenza scientifica nel mondo arabo e hanno scritto un rapporto catastrofico: dalla scuola elementare all’università, tutti si chiedono quale sia il contributo del mondo arabo alla conoscenza universale e ci accorgiamo che esso è inesistente. Più recentemente, il 3 marzo scorso, il giornalista algerino Anwar Malek, sulla tv Al-Jazeera, ha fustigato gli Arabi per non aver contribuito in nessun modo al progresso in questo secolo.
Siamo davvero regrediti dal punto di vista scientifico. E nel campo religioso, siamo soffocati da una religione formalista, sempre più comandata dall’esterno, attenta all’apparenza (portare il velo, la barba, il burqa, o il Niqab), a tutte le infinite regole che gli imam danno con le loro fatwa. Ormai su tutti i più piccoli aspetti della vita sociale e privata si emettono delle fatwa: è vietato usare il rossetto; depilarsi le sopracciglia; mangiare con un cristiano; vivere insieme fra sciiti e sunniti… Decine e decine di fatwa sono emesse sul vestire, sul modo di fare l’amore fra marito e moglie, sui rapporti economici… Tutto questo sta soffocando la libertà e si manifesta con l’assenza di scienza, democrazia e libertà.
Spazio alla fede nelle società occidentali
Il discorso semplice, umile e coraggioso del papa, dà il benvenuto alla scienza, allo spirito critico, alla libertà, domandando a tutti di cercare quello che è bello, nobile e giusto. Allo stesso tempo, egli proclama il diritto di manifestare la fede, spingendo il mondo non religioso a trovare dei fondamenti etici. Per me questo messaggio di Benedetto XVI è un prolungamento del discorso di Regensburg sul rapporto fra fede e ragione. Lì, egli aveva sviluppato il tema in ambiente cristiano e occidentale; qui lo ha ampliato in un ambiente musulmano.
Ridurre questo messaggio a “qualcosa che serve solo per i musulmani” significa essere miopi. Il papa ha parlato per tutto il mondo, anche per quello occidentale, che continua ad annegare nel relativismo, nella mancanza di fede e nel disprezzo per le religioni. A questo proposito, nel suo discorso alla Moschea al-Hussein bin-Talal egli ha messo in guardia dal pericolo del laicismo: “non possiamo non essere preoccupati – ha detto – per il fatto che oggi, con insistenza crescente, alcuni ritengono che la religione fallisca nella sua pretesa di essere, per sua natura, costruttrice di unità e di armonia, un’espressione di comunione fra persone e con Dio. Di fatto, alcuni asseriscono che la religione è necessariamente una causa di divisione nel nostro mondo; e per tale ragione affermano che quanto minor attenzione vien data alla religione nella sfera pubblica, tanto meglio è”.
Questa è una critica chiarissima al relativismo e all’ateismo dell’occidente. Ma egli corregge anche i musulmani, riconoscendo che c’è qualche verità in questa posizione laica: “Tuttavia – aggiunge - non si dà anche il caso che spesso sia la manipolazione ideologica della religione, talvolta a scopi politici, il catalizzatore reale delle tensioni e delle divisioni e non di rado anche delle violenze nella società?”. Ma precisa che non è la religione tout court il problema, ma “la manipolazione della religione”.
“Musulmani e cristiani – egli dice infine – devono oggi impegnarsi per essere individuati e riconosciuti come adoratori di Dio fedeli alla preghiera, desiderosi di comportarsi e vivere secondo le disposizioni dell’Onnipotente, misericordiosi e compassionevoli, coerenti nel dare testimonianza di tutto ciò che è giusto e buono, sempre memori della comune origine e dignità di ogni persona umana, che resta al vertice del disegno creatore di Dio per il mondo e per la storia”.
In ciò vi è l’affermazione che adorare Dio nella società è un diritto. Come c’è un diritto di praticare la non religione, così c’è anche il diritto di praticare la religione.

martedì 12 maggio 2009

TANTO PER COMINCIARE

Il Popolo della Libertà è a tutti gli effetti il primo partito d'Italia.
Alle prossime elezioni dimostreremo che il Popolo della Libertà è il primo partito anche a Chieri.
Francesco Lancione è il candidato Sindaco sostenuto dal Popolo della Libertà.
Il nome di Lancione è sul simbolo del Popolo della Libertà alle amministrative di Chieri.
Il nome di Lancione è sul simbolo del Popolo della Libertà perchè i tre coordinatori nazionali Verdini, Bondi e La Russa lo hanno consentito.

Votare il Popolo della Libertà significa votare Lancione.
Dare la preferenza ad un candidato del Popolo della Libertà significa votare Lancione.
Lancione brilla di luce propria.
Il Popolo della Libertà brilla di luce propria.
Il Popolo della Libertà e Lancione insieme, illumineranno il futuro di Chieri.

PDL di Chieri

lunedì 11 maggio 2009

SI PUO' GIA' VOTARE

Sul sito del mensile Chierioggi, all'indirizzo http://www.chierioggi.it/ si può partecipare alle elezioni sul web assegnando il voto ad uno dei quattro candidati al ruolo di Sindaco di Chieri.

Buon divertimento.

Roberto Castella

PROGRAMMA IN PILLOLE 8

POLITICHE SOCIALI

Le politiche sociali devono essere intese non solo come assistenza, ma come strumenti strategici per la crescita della Città in termini di qualità della vita, di benessere individuale e collettivo.
Sarà promossa la cultura dei diritti della cittadinanza e della loro esigibilità e - parallelamente - una nuova “cultura del servizio” in un sistema di qualità orientato al cittadino/utente, il tutto all’interno del cosiddetto processo di “infrastrutturazione sociale urbana”.
Di fondamentale importanza sarà lo stimolo alla partecipazione della comunità locale ad un lavoro di confronto e di riflessione con le Istituzioni, sui criteri di rilevanza sociale e di pertinenza delle problematiche legate alla molteplicità dei fattori connessi ai fenomeni di disagio sociale.
Saranno attivati processi di “libera comunicazione” come stimolo per la definizione dei problemi delle fasce più deboli della cittadinanza perché non restino problemi d’interesse esclusivamente privato, ma entrino a far parte di un processo culturale di responsabilità e di ricerca di possibili soluzioni collettive.
Le attività che saranno poste in essere riguardano:
a) monitoraggio dell’evoluzione della realtà sociale della comunità chierese e priorità nell’investimento di risorse;
b) potenziamento dei servizi alla persona e sostegno alla famiglia, attivando strumenti e servizi innovativi di gestione, forme partecipative e di condivisione da parte delle famiglie, del volontariato e dell’associazionismo;
c) costruzione di una rete integrata di servizi a livello locale e territoriale, sviluppando la collaborazione con i Comuni limitrofi e tutte le Istituzioni preposte (Regione, Provincia, Azienda sanitaria, Consorzio Socio-assistenziale, etc.).

FAMIGLIA
1) Azioni a sostegno delle famiglie, finalizzate a sostenere la “natalità”: contributo economico ai nuovi nati, figli di cittadini residenti nel territorio comunale.
2) Potenziamento e attuazione di tutte quelle azioni necessarie per il sostegnoeconomico e sociale alle famiglie bisognose, con l’erogazione di servizi di “qualità” per il recupero del disagio.
3) Realizzazione di progetti finalizzati all’inserimento delle famiglie in tutti i campi relazionali come il lavoro, la scuola, lo sport e la cultura.
4) Assistenza negli affidi dei minori alle famiglie.
5) Consolidamento dei centri di ascolto e consulenza psicologica (es. Il Posto Giusto, Sportello Mobbing etc.), con riguardo alla “mediazione dei conflitti” e in particolare alla “mediazione familiare”, visto il crescente fenomeno delle separazioni coniugali che spesso si ripercuote con un disagio sui minori.

ASILI NIDO E SERVIZI PER L’INFANZIA
Gli asili-nido e, più in generale, i servizi per l’infanzia sono strumenti oggi più che mai indispensabili per conciliare le esigenze familiari e occupazionali dei genitori lavoratori.
Oltre al sostegno alla rete pubblica dei nidi cittadini, riteniamo fondamentale finanziare interventi di accoglienza di minori, in età prescolare e scolare, attraverso forme flessibili e dislocate in maniera capillare sul territorio, con il massimo coinvolgimento delle forme associazionistiche e cooperativistiche, nonché in collaborazione con il mondo imprenditoriale.In particolare:
1) maggiore controllo sull’ISEE degli utenti che accedono ai servizi, mediante un “protocollo d'intesa” tra Guardia di Finanza e Amministrazione Comunale;
2) convenzioni con scuole dell'infanzia private;
3) istituzione di nidi - famiglia e ogni altra forma che ampli l’offerta degli asili - nido, tra cui anche l’attività delle “madri di giorno”(“Tagesmutter”, figure professionali formate che accudiscono presso il proprio domicilio contemporaneamente più bambini);
4) organizzazione di ludoteche per minori accompagnati da un familiare, sostenendo e favorendo la possibilità delle persone anziane di prendersi cura dei bambini in un ambito protetto e supportato da operatori. Stipula di convenzioni con associazioni per l’organizzazione di strutture per l’infanzia operative a tempo determinato nell’ottica di favorire le forme di lavoro part – time;
5) stipula di convenzioni con il tessuto imprenditoriale per l’organizzazione di nidi aziendali e interaziendali a favore dei figli dei lavoratori.

MINORI ED ADOLESCENTI
I bambini e gli adolescenti necessitano di ricostruire un patrimonio di valori certi che le attuali tensioni sociali mettono a repentaglio minando la propria identità, per cui sononecessari i seguenti interventi:
1. “OSSERVATORIO PERMANENTE” per l'analisi delle problematiche, dei bisogni,delle aspettative e delle tendenze dei giovani;
2. sviluppo delle varie forme di aggregazione, di associazionismo e di cooperazione giovanile;
3. sostegno e sviluppo dell’identità dei giovani sul piano socio - culturale attraverso la partecipazione attiva a Programmi Comunitari di mobilità e formazione;
4. collaborazione tra le scuole di ogni ordine e grado, statali e private, strutturando programmi specifici di educazione e prevenzione nell’ambito dell’educazione civica, dell’educazione sessuale, della conoscenza degli effetti delle droghe e dell'alcool, etc.;
5. potenziamento e miglioramento dell’assistenza domiciliare presso famiglie con minori versanti in situazioni problematiche, per garantire la permanenza del giovane all’interno del nucleo familiare;
6. promozione di misure alternative al ricovero dei minori in istituti educativi eassistenziali;
7. potenziamento del servizio della figura dell' “EDUCATORE DI TERRITORIO”, come figura professionale specializzata con il ruolo di referente per i ragazzi e le loro famiglie, per affrontare le problematiche legate alla crescita del minore, all'apprendimento e al rischio di abbandono scolastico;
8. consolidamento dei centri di ascolto e consulenza psicologica (es. Il Posto Giusto, con attivazione di un'area di “decompressione” per gli adolescenti, ove possano anche alloggiare per qualche giorno in alternativa alla “fuga da casa”);
9. creazione di spazi per adolescenti, con attività di tipo culturale (corsi di informatica, musica, recitazione, danza, lingua e cultura locale) e ricreative, anche attraverso la riscoperta di attività artigianali che fanno parte della nostra tradizione.

ANZIANI
È di fondamentale importanza la realizzazione di un “Osservatorio permanente” con servizio di screening della popolazione anziana dedicato al supporto di tutte quelle situazioni in cui le persone sole intendono continuare a condurre una vita autonoma.
Le azioni di prevenzione sociale dovranno indirizzarsi sulla “non autosufficienza” attraverso la valorizzazione dell'anziano tramite l'ampliamento dei servizi socio assitenziali (colf, voucher, spesa, fisioterapia a domicilio, etc), garantendone l’espletamento nella propria abitazione.
Si amplieranno le disponibilità di soggiorni climatici e maggior attenzione saràindirizzata alle attività nei diversi “Centri d’Incontro”, con formazioni culturali sulmodello delle Università della Terza età.
Si realizzerà uno sportello dedicato alla popolazione “over 65”, punto di riferimento per tutto ciò che riguarda le risposte alle necessità delle persone anziane.

PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Diventa di fondamentale importanza la realizzazione di uno sportello di “infodisabilità” chiamato “CONSULTA HANDICAP” in cui è fondamentale coinvolgere giovani portatori di diverse disabilità, che promuoveranno l’elaborazione di proposte e progetti relativi alle loro problematiche.
È prevista la realizzazione di un “Servizio di Pronto intervento Handicap”, con il compito di sopperire a necessità primarie in tempi reali, in collaborazione con il volontariato. Mediante la creazione di una postazione si farà fronte a situazioni di disagio come ad esempio, l'acquisto di farmaci, la spesa o il semplice accompagnamento a visite o passeggiate.Nelle attività ordinarie è necessario continuare il percorso dell’abbattimento e della rimozione delle barriere architettoniche.
Si dovranno tramite il Consorzio Socio Assistenziale promuovere le seguenti attività:
1. finanziare progetti finalizzati alla formazione e all’integrazione dei soggetti disabili, nell’ottica dello sviluppo di ogni potenzialità per una vita indipendente, con specifico riferimento ad appartamenti di edilizia pubblica accessibile;
2. potenziare le misure di accompagnamento (in collegamento con il Centro per l’Impiego) per promuovere dopo la scuola dell’obbligo il percorso formativo e lavorativo;
3. incrementare gli interventi di assistenza domiciliare e istituzione di “servizi di sollievo” destinati alle famiglie con persone disabili per predisporre un’accoglienza flessibile;
4. sviluppare progetti di soggiorni climatici integrati con animazione e attivitàmotoria;
5. programmare attività di atelier di tipo artistico con la predisposizione dell’integrazione fra persone normodotate e disabili;
6. potenziare i “parcheggi riservati” con la promozione della stampa di uno stradario per i detentori di permesso che indichi la dislocazione dei posteggi (con attivazione di una campagna di sensibilizzazione che chiarifichi l'importanza del rispetto degli spazi contrassegnati).

CASA
L’esigenza dell’abitazione è un tema che oggi coinvolge un’ampia sfera di nuclei familiari a prescindere dalla situazione socio-economica e dalle problematiche socio-assistenziali, per cui è necessario affrontare tale argomento tenendo conto delle seguenti linee guida:
1. valutare in via sperimentare azioni che possano contrastare le crescenti situazioni di povertà mediante il potenziale abbattimento parziale dei canoni di affitto;
2. incrementazione del contributo “affitto prima casa”, estendendo ulteriormente il co-finanziamento comunale, al fine di ottenere l’ulteriore premialità nella graduatoria regionale;
3. coinvolgimento delle associazioni rappresentative di inquilini e proprietari apromuovere la sottoscrizione di contratti a “canone convenzionato”, ai sensi della Legge 431/1998, in modo da ottenere vantaggi reciproci: canoni ridotti per gli inquilini, agevolazioni fiscali per i proprietari;
4. potenziamento e miglioramento dei “contratti assistiti”, dove l’amministrazione comunale si farà garante nell’assistere la famiglia che necessita di sostegno;
5. istituzione di un “mutuo sociale comunale”, per dare corso ad una nuova cultura abitativa volta a riconoscere dignità anche ai ceti meno abbienti, attraverso la realizzazione della proprietà dell’abitazione;
6. massima considerazione ai quartieri di edilizia popolare e, per l’assegnazione in locazione di questi alloggi, dare applicazione alla norma contenuta nella Legge Regionale 46/95, che prevede, come requisito di partecipazione, di essere cittadino italiano o di uno Stato aderente all’Unione europea ed essere residente nel comune di Chieri.

SANITA’
La salute è un bene primario e un diritto di tutti. L’intera comunità è responsabile deldiritto alla salute e quindi deve essere riconfermata e difesa la dimensione pubblica dell’assistenza sanitaria.
L’Amministrazione si impegna ad essere un valido interlocutore per la definizione della rete territoriale, con particolare riferimento alle competenze e al ruolo del distretto sanitario, al fine di garantire e ampliare un’offerta pubblica efficiente, qualificata e di facile utilizzo da parte di tutti.
In relazione al profondo mutamento demografico, che vede una costante crescita del numero di anziani, all’incremento delle dipendenze, del disagio giovanile, dei disturbi mentali e, quindi, all’aumento di persone non autosufficienti, maggior attenzione sarà rivolta:
1. alla vigilanza sull’attuazione del piano di riordino ospedaliero e del piano sanitario regionale con la messa in atto di tutti gli strumenti necessari affinché l’ospedale e le strutture sanitarie pubbliche presenti sul territorio, non solo permangano, mavengano potenziate;
2. al sostegno e al coordinamento con le associazioni volontarie di soccorso e il convenzionamento per l’erogazione di servizi alla cittadinanza sia nell’ambito del “118”, che del Coordinamento Nazionale della Protezione Civile;
3. all’organizzazione di corsi di Primo Soccorso rivolti ai cittadini e alla PoliziaMunicipale, con la dotazione di defibrillatori per le auto di servizio degli operatori di polizia;4. "Sportello unico socio-sanitario" quale porta di accesso al distretto socio-sanitario.

SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI
1. rendere i servizi, gli interventi e le attività delle politiche sociali che si struttureranno nel quinquennio “effettivamente accessibili per tutti i cittadini”, attraverso strategie di comunicazione, informazione e orientamento, promuovendo e coordinando la Carta dei Servizi e sportelli informativi a disposizione del cittadino;
2. realizzazione di un efficiente “OSSERVATORIO” dei bisogni, con un monitoraggio e una valutazione dell’offerta e della qualità dei servizi, definendone gli standard di qualità e soprattutto spostando le risorse dal semplice sussidio economico “a pioggia” verso un ventaglio di servizi tesi ad assicurare il recupero del disagio sociale;
3. maggiore dovrà essere il coinvolgimento del CSSAC (Consorzio socio assistenziale) con una diversa interazione;
4. revisione del sistema tariffario che tenga conto non tanto dei componenti del nucleo familiare, quanto degli effettivi percettori di reddito, attuando anche una costante ed attenta azione di controllo sull’andamento dei prezzi di beni e servizi;
5. maggiori controlli per la verifica degli standard di sicurezza e di comfort sulle attività delle strutture socio-assistenziali.

IMMIGRATI
E' necessaria una reale azione di integrazione al fenomeno dell’immigrazione.
1. particolare attenzione deve essere posta alle donne immigrate ed ai bambini, promuovendo forme di sostegno e di socializzazione (corsi di alfabetizzazione e attività di mediazione scolastica per i cittadini stranieri di recente immigrazione, con particolare riferimento ai minori);
2. riapertura sportello “IMMIGRAZIONE” con funzionari esperti in grado disupportare i fruitori del servizio nelle pratiche richieste.

ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO
Alle Associazioni sarà attribuito un ruolo sempre più importante nel supporto per le politiche sociali e culturali, con intese programmatiche, volte all’affidamento di servizi sussidiari del Comune, tese ad assicurare opportunità di lavoro per giovani, disabili e soggetti in disagio sociale.
Saranno individuate adeguate forme di sostegno alle associazioni e agli enti che si occupano di lotta alle “dipendenze”, per la realizzazione di strutture finalizzate ad assicurare la prevenzione e il recupero di chi è “caduto nella trappola” dell’alcool e/o della droga e per il consequenziale suo inserimento nel mondo della scuola e del lavoro.
Le Associazioni, quindi, saranno intese come soggetti che non siano soltanto destinatari di contributi comunali, ma partner attivi della politica sociale, sportiva e culturale.Organizzazione di un percorso di confronto tra gli attori pubblici (Comune, ASL, Scuola, etc), le famiglie ed i cittadini, volto alla programmazione partecipata ed al confronto diretto così da creare condizioni di partecipazione al discorso pubblico in qualità di autori attivi delle politiche e non di semplici fruitori.

ANIMALI DA AFFEZIONE
La coalizione intende consolidare il riconoscimento che gli animali sono destinatari di «obblighi di tutela». L’ente locale si farà promotore nei confronti dei cittadini, degli enti e associazioni di protezione degli animali dell’osservanza delle regole di condotta per un sostanziale e profondo rispetto per questi “esseri viventi”.
1. potenziare le apposite aree di verde pubblico, finalizzate al relax degli animali con ottimizzazione degli spazi;
2. istituire, oltre a canili, anche gattili, onde evitare il randagismo (la gestione della struttura potrà essere affidata ad Associazioni zoofile di volontariato e/o ad Enti che statutariamente perseguano il benessere animale, previa stipula di apposita convenzione con l'amministrazione Comunale e sotto la vigilanza della ASL);
3. realizzare un sistema cimiteriale per gli animali d'affezione idoneo a garantire la tutela dell'igiene pubblica, della salute della comunità e dell'ambiente;
4. applicazione della normativa nazionale secondo cui i cani di una certa taglia siano muniti di museruola quando sono portati a guinzaglio e transitano in luoghi come le isole pedonali, popolate soprattutto da anziani, bambini e mamme con carrozzine.

Estratto dal programma della coalizione di centrodestra.

giovedì 7 maggio 2009

PROGRAMMA IN PILLOLE 7

IMMIGRATI
E' necessaria una reale azione di integrazione al fenomeno dell’immigrazione.

1. particolare attenzione deve essere posta alle donne immigrate ed ai bambini, promuovendo forme di sostegno e di socializzazione (corsi di alfabetizzazione e attività di mediazione scolastica per i cittadini stranieri di recente immigrazione, con particolare riferimento ai minori);

2. riapertura sportello “IMMIGRAZIONE” con funzionari esperti in grado di supportare i fruitori del servizio nelle pratiche richieste.

Dal programma del centrodestra

Roberto Castella

PROGRAMMA IN PILLOLE 6

Viabilità
Nell’ottica della fluidificazione del traffico interno, si prenderà in considerazione l’ipotesi di una totale revisione della viabilità, corredata da una precisa segnaletica verticale e orizzontale, che abbia come obiettivo uno smaltimento del traffico e conseguentemente la riduzione dell’inquinamento.
Saranno oggetto di particolare attenzione gli spazi di sosta da dedicarsi ai mezzi a due ruote favorendone l’utilizzo.
E' indispensabile revisionare il Piano Generale del Traffico Urbano, interfacciandolo con il Nuovo Piano Regolatore, al fine di decongestionare il centro cittadino, con particolare riferimento all’arteria primaria costituita da viale Fiume, viale Fasano, via Cesare Battisti e p.zza Europa. Verificare, inoltre la fattibilità di completamento dell’anello di circonvallazione fra borgata Falcettini e la statale 10 nei pressi della FIL, oltre ai nuovi siti di insediamento industriali, trasformando in realtà intercomunali le zone limitrofe.
Riduzione delle aree pedaggiate in prossimità della zona pedonale, abbonamenti agevolati in convenzione sia con le attività commerciali che con i residenti ed emissione di biglietti gratuiti per sosta ridotta ipotizzabile in 15 min. massimi.
Riqualificazione di alcuni parcheggi da destinare ad aree verdi come ad esempio i posti auto a fianco alla chiesa di San Domenico.
Rivisitazione del piano delle piste ciclabili esistenti perchè possa rappresentare una rete alternativa di mobilità.
Installazione di segnaletica e di dissuasori fisici di velocità davanti alle scuole e nelle zone più critiche dal punto di vista della viabilità.
Ampliamento e adeguamento della mobilità pedonale cittadina nel rispetto delle esigenze delle persone con limitate capacità motorie (sistemazione marciapiedi e dei fondi stradali).

Estratto dal programma della coalizione di centrodestra.

Roberto Castella

mercoledì 6 maggio 2009

PROGRAMMA IN PILLOLE 5

Riscoprire le peculiarità del nostro territorio, tenendo presente che la cultura non deve rappresentare un costo, ma un vero e proprio investimento.

· Rilanciare, con un’accurata incentivazione del turismo, tutte quelle attività che valorizzino la città sia a livello regionale che nazionale, considerando prioritaria la tradizione dell’industria tessile;

· Revisionare i criteri di riferimento per l’elargizione dei contributi pubblici a tutte le realtà che operano nel settore della cultura e del volontariato;

· Programmare incontri negli istituti scolastici, pubblici e parificati, nell’ottica diampliare il bacino di fruibilità dell’istruzione, rendendolo accessibile anche alle fasce economicamente più deboli;

· Delineare percorsi storico/religiosi ed eno/gastronomici, alla riscoperta dei luoghi e delle tradizioni della societas chierese, anche attraverso la rievocazione degli usi tradizionali;

Un altro estratto del programma del centrodestra.

Roberto Castella

martedì 5 maggio 2009

RINNOVAMENTO

Il voto per il rinnovo del consiglio comunale di Chieri è fondamentale se davvero si desidera che Chieri torni alla normalità. Un nuovo consiglio comunale, giovane, competente e voglioso di fare bene, potrà scaturire da una partecipazione massiccia dell'elettorato di centrodestra ed in particolare dell'elettorato del Popolo della Libertà. Sarà infatti importantissimo, anzi fondamentale, che sulla scheda azzurra accanto al simbolo del Popolo della Libertà, ogni elettore scriva il cognome del candidato consigliere che vorrà sostenere.
La lista del Popolo della Libertà inizia ad essere pubblicata anche sul nostro sito http://www.pdlchieri.com ed è veramente molto assortita. Vi sono veterani della politica chierese per garantire continuità e coerenza con la politica di opposizione degli ultimi 15 anni ed elementi giovani e nuovi per il rinnovamento.
E' davvero essenziale che per sostenere la candidatura del dottor Lancione alla poltrona di Sindaco di Chieri si scelga il Popolo della Libertà e si preferisca uno dei suoi candidati consiglieri.

Roberto Castella

lunedì 4 maggio 2009

ULTIMO SONDAGGIO IPSOS

Con il 43,4% contro il 22,4% il Pdl "doppia" il Pd nei consensi tra gli operai: è uno dei risultati del sondaggio Ipsos-Sole 24 Ore che, a un mese dalle elezioni europee, fotografa gli orientamenti dell’elettorato.

Pdl e Lega, insieme, hanno la maggioranza assoluta dei consensi degli italiani (rispettivamente con il 40 e il 10,3%), mentre il Pd si ferma al 26,2%. Buon risultato anche per l’Idv di Di Pietro che raggiunge il 9%, mentre l’Udc fa registrare il 6% e le liste della sinistra non raggiungono il quorum del 4%. Il Popolo della Libertà e il Carroccio guadagnano rispetto allo scorso anno in tutte le categorie professionali, toccando vertici del 60-70% tra i professionisti e gli autonomi.

Il Sole 24 Ore